martedì 3 settembre 2013

giovedì 22 agosto 2013

Se ha tempo il mio frattempo

Tu mi guardi ed è possesso, istantaneo e immediato senso di appartenenza. Ne ho di che parlare, ne ho di cose da raccontare, su di te.
Isa si avvicina danzante e canterina come sempre a passi svelti verso la finestra, guarda giù. Il colore delle serata è rosso chiaro, un ciliegia nuova. E' armonica nei movimenti. Nella completa inconsapevolezza della sua precarietà. Appoggia una mano tenera sul davanzale e sospira. Aspetta come ogni sera che Ada arrivi per portarle non sa più cosa si sono inventate stavolta. Un qualcosa, che è diverso ogni giorno ma privo di senso. E' Ada che lei aspetta, con trepidante felicità.
Di tutto il tempo trascorso ricordo con disarmante lucidità il tuo sorriso, piccole perle bianche desiderabili.
Ada è una ragazza di provincia, proprio come lei, incastrata in un paese distante anni luce dai suoi pensieri, dai suoi movimenti.
Si sono inventate un gioco da quel loro primo bacio, e ogni giorno il gioco è nuovo, sempre diverso ma sempre lo stesso. Si tratta di vedersi per studiare, per portare un libro, un cd, una lettera, un sospiro. Ne ha di cose da scoprire Isa su se stessa.
Non capisco a volte dove sei, con la mente, lontana e sensibile, vicina e impaurita.

giovedì 15 dicembre 2011

Ep.1

Guardo fuori dalla piccola finestra gialla che dà sul cortile interno. La luce è invisibile e le sensazioni si moltiplicano manifestandosi a poco a poco. In tutto il rumore che filtra da i vetri sottili distinguo solo le macchine e la pioggia. Non ho mai dato troppo peso al tempo che passava, visibile per me solo attraverso la finestrella gialla, ma ora che ci penso ne è passato davvero molto. Nell'oscurita di questa stanza polverosa ho visto passare molta più vita di quanta si può credere, ad ogni modo non la posso raccontare.

domenica 6 novembre 2011

Immotivati sentimentalismi

Sento come se la percezione della realtà si staccasse dal mio corpo. Lo capisci? Se te lo dico mi capisci? Forse no... Forse voglio stare sola e isolata a pensare come evitare di essere una persona "figa". Superfluo. Il pensiero di frequentare posti belli mi da l'ansia. Tutto si riconduce al desiderio di una seduta d'analisi, bella seria, interna, fino alle viscere e tirare fuori tutto quello che c'è. Cosa c'è? Gli stereotipi di questa vita che stanno in agguato ad ogni centimetro che fai e ti accorgi che non sei originale in nulla e tutto fa pena. I condizionamenti autoimposti e le seghe mentali e i vestiti e le paure e i sogni, la morte, il sonno. Non mi viene  in mente nulla da voler fare, solo stare con me, su di me, dentro di me, leggermi capirmi, volermi assecondare. Tutto è troppo e poi lo semplifichi ma è ancora difficile. Non sento che delle parole e penso sempre che sono stupide. E' sempre complesso scrivere un testo specialmente se quello che vuoi scrivere è che non trovi un senso nello scrivere un testo.

martedì 27 settembre 2011

Fosipres 10 Mg

Sentendo canzoni legate al passato riemergevano anche le facce. Sempre meglio della realtà in cui invece quelle stesse facce sono pessime. I ricordi a cui sono legate le canzone spingono la tua mente a capire anche chi eri tu. Il meccanismo è oscuro e ferraginoso e non ti sai mai dare una vera spiegazione. E' però involontario, ed è questo che rompe davvero. Come il cuore che va avanti a battere anche quando tu non vorresti. Quante volte hai desiderato non avere memoria? Io tutti i giorni. Sabotare la propria memoria è spesso l'unica scapatoia da ricordi sgraditi o troppo graditi e quindi non veri. Ti racconti che non te lo ricordi. Io non voglio più ricordare nulla.

lunedì 29 agosto 2011

Le vasche da bagno lasciate al sole


Sei isolato, sei demotivato, sei come una vasca da bagno in un campo di grano. Le mettono come abbeveratoi per cavalli e stonano come una parrucca su Gandhi. Ti chiedi chi ha pensato di fare una cosa del genere e poi ti rispondi che di necessità virtù. Senti forte il paragone con le assurdità che funzionano di questa vita che strozza. Ti senti, anzi no, non ti senti niente, solo soffocare all'altezza del plesso solare. Ti convinci che quella è la normalità. Quando poi ritorni a respirare ne sei intontito. Cosa fa tornare a respirare? E' un buon quesito da tenere a mente la mattina appena svegli, non la notte mi raccomando.  Ti devi dare delle buone risposte perchè su quelle devi basare i tuoi sforzi. Tu, tu e solo tu. E' tutto tragicamente nelle tue mani di principiante, come se sapessi cosa fare. La reazione primaria è di paura, stacco, sgomento, sudore freddo, ipersensibilità, nervosismo, inconsistenza e prospettiva zero. Sei piatto, sei quasi morto se ti mettono in mano la tua vita e ti dicono di farne quello che vuoi. Non sai pensare da solo. Senza schema non sai cosa è meglio per te. Non sai respirare...

sabato 27 agosto 2011

I miei biscotti non si toccano

Tu, in fondo ti conosco, so bene che hai la mente iniquamente divisa tra le cose da fare e quelle che non farai mai. Camminando nella giornata del sole ti ho pensata come se ti vedessi fantasma. Un presenza che aleggia al mio fianco, figlia di un trauma, detestabile ed impossibile da dimenticare, da tralasciare la tua venuta. Parlo a femminile ma tu sai cosa sei? Non te l'ho mai chiesto cosa pensi di essere, almeno a che categoria appartieni. Mi avvantaggio nel viverti, a tratti travolta dall'euforia del mondo che è infinito intorno al nostro improbo legame, a tratti, lunghi magari, delusa da come mi ignori e mi lasci calpestata seppur in piedi. A terra.  Ho aperto mille finestre per lasciare che il mondo fuori ti ispirasse una vita più facile, più ricca, più piena. Ora riesco solo a pensare che moriremo. Non so, mi assale questo pensiero, come fai tu certe notti, di nascosto nel buio di una stanza da letto, non necessariamente la mia. Incerte virgole in questo testo dove tu scrivi l'altra metà, ossia tutto quello che non c'è scritto ma che c'è. Sei tu, la mente di tutte queste giornate al limite tra la creatività e la pazzia, dove un secondo prima vuoi gridare e il secondo dopo sei volgare come solo la carne sa esserlo. Nulla rimane pulito ai miei occhi. Tutto diventa una ricerca e si risolve in un nulla da masticare e da trasformare in qualcosa che valga più di tutte le parole che hanno detto altri. Curo i miei testi e tu li scombini, curo la forma e tu rompi l'armonia, incessante nella tua caccia al tempismo perfetto. Facciamo tutto all'unisono... Io sono te e tu sei me.